Tree-O (2011)
by Lamar Tribe


MUSICIANS
Carlo Conti - sax
Vincenzo Florio - double-bass
Bob Gullotti - drums
Manlio Maresca - guitar on Track 8

TRACKS
1 - When The Blues Leave (O.Coleman)
2 - Once In A While (M.Edward)
3 - Reza (J.Pastorius)
4 - 23/2 (C.Conti)
5 - Friday The 13th (T.Monk)
6 - E.S.P. (W.Shorter)
7 - Sophisticated Lady (D.Ellington)
8 - Circolo Letterario il Locomotore (C.Conti)
9 - Reincarnation Of A Lovebird (C.Mingus)
10 - Ginger Brad Boy (J.Heat)
11 - Once In A While (M.Edward) Alt.Take


INFO

Registrato a Roma il 30 luglio 2008 presso il "Locomotore Recording Sound"

Recensioni (Reviews): Impattosonoro, Jazzitalia, MusicZoom,

Non è semplice ascoltare una formazione, ai nostri giorni, che preservi una freschezza ed un'energia, che non pieghi il capo alle esigenze di mercato, quando il piegarlo significa, in altre parole, la morte di tutto il movimento jazzistico. Un trio con sassofono, contrabbasso e batteria, dal suono tipico ed originale, che riporta alle straordinarie esperienze degli anni '70, ma con un apporto armonico al massimo delle conoscenze contemporanee. Una formazione, quindi, proiettata ai giorni nostri, ma con solide radici; il potente drumming di Bob Gullotti, sensibile a tutte le sfumature di linguaggio, prende la linfa vitale da Elvin Jones o Roy Haynes, per poi personalizzarsi in un sentire inconfondibile. Il sassofono, o meglio i sassofoni imbracciati da Carlo Conti (non è quello de "L'eredità", sennò la musica sarebbe stata quella degli Homo Sapiens), sono da seguire con particolare interesse, dato che è uno dei casi rari in Europa che interagisca con l'Atonal Triadic Concept, metodo armonico concepito da Frank Tiberi e perfezionato da George Garzone. Beh, in un mondo che fa dell'apparire la propria filosofia, dove il cantante che fu di moda, con il proprio repertorio getta le linee di questo oggetto di cristallo che amano chiamare jazz italiano, ascoltare il solido contrabbasso di Vincenzo Florio a sostegno delle linee spericolate di Conti e delle fantasiose interpretazioni di Gullotti ci soddisfa pienamente e ci suggerisce, se ce ne fosse la necessità, di continuare a mantenere la cultura, giacché è essa che ci nutre e, soprattutto, ci diverte. Altrimenti, andate ad ascoltare qualche "progetto" in circolazione.

Marco  Omicini